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  • Roberta

Rallentare

Fermarsi, anche solo per un istante, ascoltarsi, sentirsi. Rallentare. È un tema che ultimamente sento vicino, un bisogno che pare essere comune, qualcosa di cui mi capita spesso di parlare con le persone che incontro. Il bisogno, la voglia, il desiderio di rallentare, di cambiare ritmo, di viverci di più e meglio.

Rallentare, qualcosa che mi sembra bellissimo ma difficile, qualcosa che per diversi motivi credo sarebbe più facile se lo facessimo tutti insieme; come quando tutto si è fermato con il lockdown. Perché se lo si fa da soli in un qualche modo ci sembra un po’ come saltare da un treno in corsa, ma se lo facessimo tutti insieme allora forse risulterebbe più facile e naturale. Eppure, è un bisogno comune, allora perché è così difficile? Perché ne parliamo ma lo facciamo mentre continuiamo a correre? Non lo so, so però che anch’io continuo a correre. Ogni mattina mi alzo e come tutti, corro. C’è un momento però alla fine di ogni giornata in cui mi permetto di rallentare e rallento. È il momento in cui accompagno le mie bimbe a letto e insieme leggiamo un libro. Un momento sacro, un momento che non importa dove siamo e se facciamo tardi; è il nostro momento. Il momento in cui siamo solo noi, senza telefoni, senza lavoro, senza urgenze dell’ultimo minuto o problemi da risolvere. Senza scroll sui social alla ricerca di chissà cosa. Siamo noi, solo noi e quel momento magico in cui stiamo insieme senza distrazioni. Un momento in cui sono solo mamma, la mamma che legge una storia alle sue bimbe. E non importa come sia andata la giornata, quanta stanchezza o stress accumulati o gli impegni programmati per i giorni a venire e la corsa che dovremo fare per incastrarli tutti. Sono solo la mamma, siamo solo noi e il mondo che creeremo con la storia che leggeremo insieme.



"Non importa il numero di pagine ma la storia che racconta"

Amo leggere alle mie bimbe libri diversi: storie divertenti, avvincenti, che stimolano la fantasia, ma anche libri che trasmettono messaggi importanti, valori, emozioni che in qualche modo le accompagneranno nel loro percorso. Si, perché i bambini assorbono tutto e a volte, lo ammetto, questo mi spaventa perché abbiamo una grande responsabilità. Tutto ciò che facciamo, tutto ciò che diciamo, in qualche modo viene registrato nella loro mente e si riflette nelle loro azioni. Per questo mi piace condividere con loro storie diverse. Mi piace leggere loro libri dove le principesse non sono solo ragazze in attesa del loro principe ma persone con i loro sogni e capacità. Mi piacciono le storie di principesse impavide, che non vivono in un castello e che non aspettano il principe per combattere le proprie battaglie ma che scendono in prima linea. Mi piacciono le storie dove i draghi non sono per forza animali da sconfiggere ma nuovi amici da conoscere. Mi piacciono i libri dove le famiglie sono rappresentate in mille modi diversi o quelli dove gli amici si incontrano e vivono una splendida giornata. Per me i libri sono questo: un momento per stare insieme e staccare. Le storie che leggiamo invece sono uno strumento potentissimo per divertirci, rilassarci, imparare cose nuove e viaggiare. Viaggiare con la fantasia, giocare a interpretare ruoli nuovi e personaggi diversi, vivere avventure.

Ho chiesto a Sofia cosa le piace del leggere i libri. Mi ha risposto senza indugio: sono divertenti, rilassanti e imparo cose nuove. Amo la sua curiosità e la sua voglia di imparare; ogni volta che leggiamo un libro e incontriamo una parola nuova mi chiede “cosa vuol dire” e ogni volta mi stupisco quando a distanza di tempo la sento utilizzare con naturalezza le parole che abbiamo letto insieme.


Per cui se chiedete a me il valore della lettura ad alta voce, è questo: è stare insieme, è imparare, è viaggiare, è aprire infiniti mondi e infinite possibilità. È rallentare, per ripartire con nuove energie.


Per questo sostengo con piacere la giornata della lettura ad alta voce.




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